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Federica Pellegrini fa la storia: quinta finale alle Olimpiadi per la Divina

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Federica Pellegrini arriva in anticipo all’appuntamento con la storia. Non è abituata d’altronde a essere chiamata per prima, non è abituata alla corsia ottava, quella riservata agli ultimi tempi. Ma la batteria è andata così («Ho nuotato proprio una gara di m…, sotto ritmo», dirà poi) e c’è da farne una completamente diversa oggi se si vuole andare in finale, e diventare l’unica donna a essersi qualificata per cinque finali olimpiche nella stessa gara individuale.

Lo sguardo all’altra semi, già nuotata, la rincuora un po’: nessuna ha tirato troppo, la – a questo punto – favorita per l’oro, l’australiana Titmus, ha chiuso prima in 1’54’’82; la quarta, la canadese Oleksiak in 1’56’’39: si può fare. Lo pensa anche Fede: «Quando l’ho visto ho detto: “Dai… Però si parla sempre di decimi, non è così matematico, magari hai una sensazione sbagliata e invece di fare tre decimi in meno li fai in più». Le altre si possono guardare fino a un certo punto, poi da quella corsia: Ledecky (che chiude prima in 1’55’’34) e la sua battaglia personale con Titmus non ci riguardano. «Oggi sono andata da sola, essendo laterale, dovevo impostare la gara basandomi su tutta l’esperienza che mi sono fatta. Poi l’ultimo 50 ho detto dentro tutta, quello che succede succede». Fede balla da sola e i passaggi sono quelli che servono: 27’’54, 57’’11, 1’27’’04, 1’56’’44, quasi un secondo meno che in batteria.

Basta? Basta sì, terza in semi, settimo tempo complessivo, finale conquistata, la tensione che si scioglie, la commozione che arriva. «Sono veramente felice: senza prenderci in giro, questo era l’obiettivo della mia Olimpiade, arrivata con un anno di ritardo, alla rincorsa: portare a casa questa finale. Che sarà l’ultima, ve lo dico già: il mio corpo mi sta chiedendo indietro i minuti spesi con gli interessi». Gli ultimi 200 di Pellegrini nella sua gara, solo Phelps ha fatto altrettanto (“Lui però l’ha vinta la quinta”, precisa lei). Poi ci sarà la staffetta qui a Tokyo e il divertimento delle gare di Isl, la Champions del nuoto, la manifestazione per squadre nata qualche anno fa che si disputerà a Napoli.

Un’uscita di scena soft dalle piscine per prepararsi a tutto quello che vorrà prendersi in futuro. Prima però c’è quest’ultima danza: «Sarà molto divertente. Forse la prima finale olimpica divertente per me. La terza non è lontana dite? No, non sono una che si prende in giro, il reparto medaglie domani (la finalissima è prevista per le 3.30 ora italiana) è chiuso per me. Non mi smonto ma non è fattibile per me: con l’età ho imparato a pormi degli obiettivi fattibili, sempre più difficili appunto per via dell’età, ma fattibili. E una medaglia qui non lo è. Chi vince? La Titmus, e andrà molto vicina al mio record mondiale. Io faccio il tifo per la riga rossa». Splendida Ariarne, sia gentile: 1’52’’98, conservi ancora per un po’ l’ultima eredità che la Divina lascia prima di salutare.

Corriere della sera

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